L’esistenza di una consistente parte della popolazione italiana con identità e/o comportamenti omosessuali o bisessuali è un dato che si è imposto all’opinione pubblica in modo crescente negli ultimi decenni, man mano che la comunità LGBT (lesbica, gay, bisessuale e transessuale) consolidava la sua visibilità e la sua azione nella società.
Con la ricerca MODI DI abbiamo voluto raccogliere una serie di dati aggiornati, sia tra gli uomini che tra le donne omo-bisessuali, su degli argomenti di fondamentale importanza, sia per la nostra comunità che per i servizi sociosanitari: stato di salute, comportamenti sessuali, fattor idi rischio e di protezione, modalità di accesso alle risorse di prevenzione e di benessere.
Si è trattato di una azione di ricerca molto ampia, che ha coinvolto decine di operatori, fra esperti e volontari, e che ha raggiunto migliaia di persone.
La risposta al nostro appello è stata ampia, persino superiore alle aspettative iniziali, anche grazie alle nostre reti territoriali e alle altre organizzazioni LGBT che hanno voluto collaborare con noi e che ringraziamo per la loro disponibilità.
Questo risultato ci fa ben sperare: le persone gay, lesbiche e bisessuali hanno dimostrato Di sapersi guardare allo specchio, con coraggio ed onestà, per far emergere sia gli aspetti di soddisfazione che quelli di bisogno.
Spetta ora alle istituzioni competenti in materia ed a tutti e tutte noi trovare le risposte più efficaci agli interrogativi sollevati dall’indagine.
Sergio Lo Giudice – Presidente nazionale Arcigay
Cristina Gramolini – Presidente nazionale Arcilesbica
 
 
 
 
 
  
       
 
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        Il numero sufficientemente elevato di questionari raccolti nella nostra regione, grazie alla disponibilità degli intervistati e dei naviganti che hanno compilato on-line la versione informatizzata del survey, ci sta permettendo di fare, a livello locale, quanto è stato fatto su scala nazionale.
Il gruppo di lavoro che si è costituito sta producendo un lavoro che si annuncia come estremamente interessante. Restate in contatto, entro Settembre pubblicheremo i dati regionali.
Cercheremo di rispondere a queste, ed altre domande:
  1.  Come ci definiamo? (Gay, omosessuali, bisex...)
  2.  con chi facciamo sesso (con quante persone diverse, m/f, ...)
  3.  come incontriamo i partner e gli amici (internet, associazioni, locali pubblici, cruising...)
  4.  che pratiche sessuali attuiamo? Pratichiamo sesso a rischio di trasmissione di malattie?
  5.  che fattori si associano a comportamenti più o meno a rischio? (es. essere in coppia, l’età, l’uso di sostanze e/o alcol prima dei rapporti...)
  6.  che malattie sessualmente trasmesse abbiamo contratto?
  7.  come sono cambiati i nostri comportamenti dopo internet?
  8.  abbiamo realmente abbassato la guardia nei confronti dell’HIV?
  9.  con chi parliamo? chi conosce la nostra omosessualità (amici, genitori, colleghi, medico di famiglia...)
  10.  l’omosessualità ci ha creato problemi? Abbiamo subito insulti o molestie?
Ad esempio, sapevate che, a livello nazionale, il 4,7% dei maschi intervistati e il 4,5% delle donne intervistate sono genitori biologici? Questa è una possibile risposta a quanti si interrogano sulla possibilità di adozione a coppie omosessuali. A livello regionale il 5% di quanti si dichiarano “gay” sono  già papà e mamme!
 
AIDS, IN CRESCITA I SIEROPOSITIVI NEL FRIULI
Tra le altre malattie sessuali avanza la sifilide
lunedì 31 luglio 2006 , di il Gazzettino
TORONTO. APRE SEDICESIMA CONFERENZA SULL'AIDS
I delegati rappresentano la comunità scientifica, i servizi sanitari e i governi; vi sono leader politici, ma soprattutto persone sieropositive e le associazioni che le rappresentano
lunedì 14 agosto 2006 , di La redazione .GayIt